| Home | Una dieta sbagliata può
causare bulimia?
di Attilio Speciani e Antonella Carini – www.dietagift.it |
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I miei consigli... Articoli - Alto metabolismo, alta fertilità (di Luca Speciani)
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Può una dieta mal pensata, basata sui vecchi criteri del controllo calorico, essere ancora assegnata al giorno d’oggi per affrontare un problema di sovrappeso? Purtroppo succede spesso così. Abbiamo più volte segnalato il danno provocato dal rallentamento metabolico e dall’insufficiente apporto di nutrienti. Ma vale in questo caso la pena di puntare il dito su uno degli aspetti realmente più pericolosi di queste impostazioni alimentari restrittive: la predisposizione ad attacchi bulimici. Vediamo come prevenire questa infausta catena di errori, imparando a leggere i punti critici di una dieta ipocalorica, come quelle che ci vengono proposte con leggerezza da ogni parte.
ERRORE 1: la colazione è estremamente ridotta sia dal punto di vista calorico che da quello nutrizionale. I pochissimi cereali utilizzati non sono integrali, e la marmellata avrebbe potuto essere senza zuccheri aggiunti CORREZIONI: vanno aumentate le quantità, va data preferenza all’integrale e va inserita una porzione di alimento proteico (noci, affettato, uova, latticini). Può bastare, almeno come inizio, aggiungere due cucchiai di ricotta insieme alla marmellata, delle mandorle o pinoli nello yogurt o una scheggia di parmigiano. I latticini vanno consumati interi per non privarsi delle vitamine che contengono. ERRORE 2: a pranzo viene applicata una dissociazione tra carboidrati e proteine e viene imposto un controllo molto severo sull’utilizzo dei condimenti. La dissociazione qui proposta è considerata ormai superata per gli effetti negativi sulla glicemia, e il menu è veramente frustrante. Grassi e fibre sono virtualmente assenti.CORREZIONI: alla moderata quantità di carboidrati (ribadiamo, integrali) è meglio affiancare un secondo, scelto tra carne, pesce, uova o latticini, secondo il gusto personale. Bene la presenza di un contorno, per il quale però va utilizzata una quantità adeguata di condimento, dando preferenza all’olio extravergine d’oliva o ad oli di singolo seme di prima spremitura a freddo. Le quantità devono essere aumentate, così come la varietà dei cibi.ERRORE 3: anche a cena rileviamo mancanza di sapori e varietà, ed il solito rigido controllo sull’olio.CORREZIONI: il minestrone può senz’altro essere arricchito di olio a crudo e di una bella spolverata di formaggio, mentre carni e pesci possono essere preparati anche in cotture meno monacali, con uso di spezie o di un cucchiaio di maionese (uovo, olio, limone), meglio se fatta in casa.ERRORE 4: non vi è mai alcuno spuntino tra i pasti, che avrebbe almeno la possibilità di tamponare la sicura situazione di fame che una dieta siffatta può generare.CORREZIONI: senza complicare le cose, riteniamo che un consumo libero di frutta e verdura tra un pasto e l’altro possa disintossicare, idratare, mineralizzare ed anche saziare con efficienza, con un apporto calorico del tutto ridotto.ERRORE 5: infine l’errore più grande, cioè un apporto calorico del tutto insufficiente ai fabbisogni minimali di qualunque individuo adulto, anche se sedentario o di piccola taglia. Un apporto calorico così ridotto è la base naturale per lo sviluppo di comportamenti bulimici, che rappresentano un tentativo di difesa naturale da parte del corpo per reagire alla dura restrizione. Una dieta equilibrata deve essere normocalorica e normoproteica. Se non lo è, nel breve o nel lungo periodo il nostro corpo si squilibrerà. E se la mente precede il corpo, possono essere guai grossi.CORREZIONI: l’apporto calorico deve essere bilanciato sugli effettivi fabbisogni dell’individuo. Lo stimolo al dimagrimento dovrà essere spostato sugli aspetti "di segnale" piuttosto che su quelli quantitativi. Le calorie non devono farci paura: deve farci paura la sedentarietà e la presenza nel menu di cibi impoveriti, privi di fibra, troppo ricchi di zuccheri aggiunti. |
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