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Mangiare in una mensa, aziendale o scolastica,
in un self service autostradale o in uno di quei bar che offrono una scelta di
piatti pronti, non è sempre facilissimo. Uno dei motivi principali è che la
scelta a disposizione si riduce a pochi primi ed alcuni secondi, senza la
possibilità di avere personalizzazioni nel condimento, nella composizione
del piatto, nel tempo di cottura o nella dimensione delle porzioni.
Inoltre il rischio della mensa è la ripetitività
del menù ed il fatto che i piatti vengano preparati in quantità
notevoli per centinaia di avventori. Questo sicuramente incide sulla qualità
dei cibi. Tuttavia ci sono moltissime mense che presentano piatti anche
appetitosi, sani ed invitanti.

Ecco le basi che dovrebbero guidarci nella scelta:
- associare carboidrati e
proteine, evitando di cadere nell’errore “primo piatto e via”
- se possibile impostare il pranzo a partire da
una pietanza proteica
- varietà: sforzarsi di alternare la scelta
tra quelle offerte
- grande spazio a frutta e verdura, meglio se
crude
- una buona masticazione, pena una ripresa
pomeridiana lenta e “digestiva”
- buon apporto di acqua e fibra
Vediamo qualche idea concreta per comporre sul
nostro vassoio un buon pranzo Gift.
Il primo
Primo slalom: evitare la ripetitività di accontentarsi di un primo piatto
quantitativamente preponderante sul resto. In molte mense si dà la possibilità
di sostituire questa portata con frutta, yogurt o un contorno. Effettuare questo
cambio ci fa partire con il piede giusto. Ma se siamo inguaribilmente attratti
da un primo tradizionale, niente paura, possiamo chiederne magari una quantità
moderata. Un risotto agli asparagi, delle penne allo speck e noci, una zuppa di
ceci sono ottimi primi, da arricchire generosamente con parmigiano per
costituire un piatto unico contenuto, ma completo, nel caso la nostra scelta sia
a favore del piatto unico.
Il secondo
La scelta del “secondo” è la scelta chiave in mensa. Infatti è
praticamente impossibile trovare della pasta o del riso integrale. Se escludiamo
le rare volte in cui viene servita una minestra di legumi (integrali per
definizione), in tutti gli altri casi la porzione tipo di pasta o riso raffinati
è un carico di carboidrati inaccettabile per il “gifter”. Qualche mensa
serve la “mezza porzione”, altre servono al momento secondo richiesta. In
altri casi, poi, si potrà fare a metà col collega o ancora lasciare nel piatto
metà della porzione, ma l’opzione più intelligente è sicuramente quella di
scegliere un buon secondo (magari di pesce, che a casa è più difficile da
preparare), circondandolo con buone quantità di verdura cotta (qui la varietà
non manca: spinaci, cavolfiori, carote, melanzane o peperoni grigliati) ed
eventualmente con carboidrati complessi diversi da pane, pasta e riso (come ad
esempio piselli o patate). In fondo, una buona dose di frutta.
Se intendiamo quindi servirci del secondo in
aggiunta a un primo, per prima cosa limitiamo la quantità del primo piatto.
Occhio alle cotture pesanti, ai polpettoni variegati, ai fritti che rischiano di
essere micidiali per il pomeriggio. Meglio un piatto semplice di carne o pesce,
una porzione di salumi o formaggio in base ai gusti. Spesso è possibile farsi
preparare al momento semplici secondi di carne, cotti su richiesta. Oppure
prendiamo uno yogurt, fresco apporto bilanciato di elementi vivi e preziosi.
Il contorno
Di solito in questi locali di ristorazione si trovano facilmente insalate
già pronte o verdure al vapore. Va seguito attentamente il consiglio
sull’abbondante consumo di frutta e verdura, tanto più che, se mangiamo in
questa mensa regolarmente, ciò incide in maniera determinante sul nostro
equilibrio quotidiano.
La frutta
Un frutto non dovrebbe mai mancare ed aggiunge dolcezza e freschezza al
piatto. Spesso è possibile avere a disposizione coppette di frutta mista o
monotematiche (ananas, fragole, ciliege), da evitare, invece, se sono molto
zuccherate.
Parola d'ordine: staccare la spina!
In mensa non siamo a casa, certo, e mangiamo coscienti di avere un
pomeriggio lavorativo davanti. Approfittiamo, però, della sosta per rilassarci
e scambiare quattro chiacchiere. Se riusciamo a ruotare sufficientemente tra i
cibi a disposizione, approfittando delle possibilità che ci vengono date per
assaggiare anche piatti a cui non siamo abituati, possiamo trarne beneficio
fisico e mentale.
Dopo aver assorbito adeguatamente le indicazioni
Gift, provate a valutare le scelte effettuate dagli altri: vi sorprenderà
scoprire come, con una semplice sbirciata al vassoio del vicino, sarete in grado
di smascherare gli errori più comuni o, al contrario, di approvare un buon
abbinamento delle portate.
Gli errori più comuni
Certo sarebbe più educato guardare solo nel proprio piatto, ma in questo caso
la curiosità è giustificata dall’utile esercizio. Cosa potrebbe aver
sbagliato il nostro vicino? Tra gli errori più comuni c’è il pasto “tutto
carboidrati”, dove le quantità magari sono anche corrette, ma manca qualunque
apporto proteico. Ad esempio la scelta di pasta con le verdure, con un contorno
di patate. Oppure il risotto, con un piatto di fagioli o di piselli. Tutte cose
buone, forse (a parte i cereali raffinati) ma non sufficienti a costituire un
pranzo completo. Stesso discorso per la fetta di pizza al trancio (tutto pane,
con un velo di mozzarella) con contorno di patatine: troppi carboidrati. In più
c’è qualcuno che in accompagnamento a queste scelte, sbocconcella anche un
morbido panino di farina bianca (le tre “P”: pane, pasta, patate), oppure
conclude il tutto con un dolce o con un bel caffè zuccherato: la glicemia si
alzerà inevitabilmente dopo un pranzo del genere, reclutando tempestivamente
l’insulina con tutti gli effetti negativi che ormai conosciamo.
E’ molto più difficile esagerare con
l’apporto proteico. Spesso i piatti proteici sono già misti (spezzatino con
patate, insalata di tonno, fegato con cipolla, frittata di verdure, sarde al
pomodoro, parmigiana di melanzane), ma anche quando “puri” (carne ai ferri)
il contenuto effettivo in proteine è del 25-30% sul peso, e il rischio di
mangiarne troppe è davvero inconsistente. Una buona masticazione consentirà ai
segnali di sazietà di giungere per tempo ai centri di regolazione cerebrale,
impedendo il sovraccarico.
Riflettiamo quindi su ciò che ci viene offerte
al banco, scegliendo una sola fonte di carboidrati complessi tra le tante
disponibili (pane, pasta, patate, legumi, dolce, frutta zuccherata, caffè
zuccherato), e orientandoci su una scelta proteica sana e su un ampio utilizzo
di frutta e verdura fresca o cotta. La salubrità del nostro pranzo ne avrà
grande beneficio.
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